E se avessimo preso

la Columbine seriamente?

 

David B. Kopel

 

[Direttore delle Ricerche per l'Independence Institute.

In inglese: "What If We Had Taken Columbine Seriously?" The political discourse since the killings last year has been foolish, escapist, and cowardly. The Weekly Standard, April 24, 2000.]

 

Il disastro della Columbine High School di Littleton, Colorado, è ancora fonte di preoccupazioni per la politica, come ha dimostrato la frenesia nello sfruttare il suo anniversario. Come ricorderete, quel giorno due studenti uccisero un insegnante e dodici compagni di classe, ferendone altri ventitre. La vera lezione della Columbine, pero, è che pochissime persone si preoccupano dei terribili eventi del 20 aprile 1999 abbastanza da tentare di impedire che l'episodio si ripeta. Vengono urlate proposte manifestamente inefficaci (più polizia nelle scuole, restrizioni alla vendita di armi), mentre le proposte che potrebbero davvero fare la differenza (vietare tutte le arrni o armare gli insegnanti) sono sistematicamente ignorate. Il fatto che I' anno successivo alla Columbine sia stato sprecato in dibattiti irrilevanti e rozzi, invece di impegnarsi nella ricerca di proposte serie per salvare delle vite, è un segnale della degenerazione della nostra cultura politica. Proviamo a valutare i provvedimenti più efficaci per impedire un'altra Columbine nel futuro.

 

Al momento dell'attacco, la Columbine High School aveva un "funzionario per le risorse scolastiche" assunto a tempo pieno, che era un delegato dello sceriffo. Il funzionario fronteggiò in una breve sparatoria i due assassini all'inizio della loro esplosione di follia vicino all'entrata. Né il delegato né gli omicidi mandarono a segno alcun colpo. Il delegato restò fuori dall'edificio per prendersi cura di uno studente ferito. II suo breve scontro a fuoco probabilmente ha salvato due vite, distogliendo l'attenzione di uno degli assassini da uno studente e da un insegnante che stavano per essere ammazzati. La sparatoria, inoltre, diede ad altri studenti qualche istante in più per fuggire dall'edificio.

 

Essendosi liberati la strada dopo la guardia a suon di spari, gli assassini entrarono nella Columbine High School e cominciarono a cercare altre persone da uccidere. Sebbene funzionari di polizia, delegati dello sceriffo e membri delle squadre speciali iniziassero ad arrivare, nessuno entrò nell'edificio per 20 minuti.

 

Gli assassini (omettiamone i nomi, per negare loro quella piccola parte di fama che desideravano) avevano progettato di far esplodere delle bombe all'interno dell'edificio, e quindi uccidere a colpi di pistola i sopravvissuti in fuga. Il piano era probabilmente una derivazione dalla sparatoria nella scuola media di Jonesboro, Arkansas, del 24 marzo 1998, dove due ragazzi disattivarono l'allarme antincendio e quindi spararono e uccisero un professore e quattro studenti che stavano tentando di fuggire.

 

Dato che le bombe fecero cilecca, gli assassini delia Columbine cominciarono a sparare agli studenti faccia a faccia, per lo più in biblioteca, vicino all'entrata in corrispondenza della quale si erano scontrati col delegato. La professoressa Patti Nielson si trovava in bibliotcca insieme a molti studenti. Essa chiamò immediatamente la polizia col telefono della biblioteca. Seguì le istruzioni e tenne gli studenti lì dentro, nell'attesa dell'arrivo degli agenti. Questo si tramutò in una sentenza di morte per dieci studenti. I due assassini entrarono nella biblioteca e iniziarono a farsi beffe dei compagni, uccidendoli poi uno a uno. Attraverso il telefono ancora collegato, il centralinista delia polizia poteva udire quello che stava accadendo.

 

La Columbine High School si trova su un terreno in pendenza, tale che la biblioteca, pur essendo al secondo piano, è accessibile anche da terra. La porta delia biblioteca si apre su un corridoio ed è a soli quindici passi da una porta di uscita. Mentre all'interno delia biblioteca si consumava un omicidio dopo l'altro, una dozzina di funzionari di polizia erano fermi vicino a tale uscita. Questi funzionari non fecero alcun tentativo di entrare nell'edificio, fare quindici passi e fronteggiare gli assassini, che stavano ammazzando tranquillamente i propri compagni di classe. Secondo un agente che ha parlato a condizione di restare anonimo, un membro delia squadra speciale di Denver fece per entrare ma venne immediatamente "richiamato" dai suoi superiori.

 

Venti minuti dopo che la follia era cominciata, tre membri delle squadre speciali vennero infine mandati nell'edificio -- al primo piano. Avendo incontrato degli studenti che stavano correndo fuori, decisero che era meglio scortare loro piuttosto che snidare gli assassini. Questo fu l'inizio del progetto delia polizia di "contenere il perimetro". Gli agenti andarono di classe in classe a perquisire gli studenti, frugare negli armadi e condurre i ragazzi fuori dall'edificio. Lo scopo di questa procedura era verificare che i ragazzi armati fossero solo due e impedire che uno o più degli assassini si mescolasse agli altri studenti.

 

II programma di contenimento del perimetro cominciò al primo piano, sull'ala dell'edificio più lontana dalla biblioteca in cui si consumava la tragedia. I due assassini alia fine si stancarono degli omicidi nella biblioteca e scesero nella mensa al piano inferiore. La registrazione presa da una telecamera di sorveglianza nella mensa mostra lo sconforto dei due per il fallimento del loro piano di uccidere centinaia di persone.

 

Non distante da lì, un gran numero di studenti si stava nascondendo in un'aula con la porta chiusa a chiave. I due assassini tentarono di sparare alia serratura ed entrare nell'aula, in modo tale da fare altre vittime. Gli studenti nell'aula avevano chiamato la polizia e la linea era ancora aperta: la posizione degli assassini, dunque, ancora una volta era nota. Molti funzionari di

polizia vennero radunati vicino alla porta delia mensa. Essi sapevano dove si trovavano gli assassini. Sapevano che gli assassini stavano provando a irrompere nell'aula per uccidere altri innocenti. Tuttavia rimasero inattivi.

 

Non riuscendo a penetrare nell'aula di fianco alia mensa, gli assassini tornarono nella biblioteca al piano superiore. Gli studenti erano ancora lì, alcuni morti, altri feriti, ad attendere l'arrivo delia polizia. Ma invece di riprendere la loro furiosa attività, i due assassini si uccisero.

 

La polizia, intanto, proseguiva nell'intento di "contenere il perimetro" un'aula alia volta, operando nell'ala dell'edificio in cui gli assassini non si trovavano. Impiegarono delle ore prima di arrivare alia biblioteca. In un'altra aula del secondo piano, il professore di scienze Dave Sanders morì dissanguato. Avrebbe potuto essere salvato da un'azione più rapida -- esattamente come tutti gli studenti feriti che ottennero immediatamente la necessaria assistenza medica.

 

I mezzi di informazione nazionali hanno ignorato l'inattività delia polizia. I media del Colorado hanno coperto alacremente quasi ogni aspetto delia vicenda. Per settimane, la Columbine e stata al centro dell' attenzione delle televisioni locali e dei maggiori quotidiani della stato, il Denver Post e il Rocky Mountain News. Ma, fatta eccezione per i conduttori Dan Caplis e Mike Rosen delia radio KOA, assai raramente qualcuno ha parlato delia esagerata e mortale cautela delia polizia. In parte, c'è stata una lodevole riluttanza da parte dei media a riversare la colpa su qualcuno diverso dai due assassini. In parte, pero, c'è stata anche la diffusa sensazione che sarebbe stato ignobile mettere in discussione col senno di poi il lavoro delia polizia, visto il caos di quel giorno.

 

Ma la stessa polizia non era così convinta che le sue tattiche nor meritassero alcuna critica. Molti funzionari delle squadre special presenti quel giorno erano uomini coraggiosi, scandalizzati dal fatto che i loro superiori gli avessero impedito di agire. L'ufficio dello sceriffo delia contea di Jefferson si sentiva assai vulnerabile i fronte al senno di poi, al punto da chiedere ai membri della quadra speciale del malfamato dipartimento di polizia di Los Angeles di analizzare il rapporto delia polizia alia Columbine. Questi ultimi conclusero che Ie squadre speciali presenti alia Columbine avevano seguito procedure standard.

 

In effetti, l'avevano fatto. La "sicurezza degli agenti" è il mantra elle tattiche di polizia. Il 90% delle uscite delle squadre speciali sono irruzioni senza preavviso nelle case di sospetti spacciatori di droga. Non vi è alcuna ragione per cui un funzionario di polizia dovrebbe morire semplicemente per arrestare uno spacciatore. Molto meno frequentemente, però, a una squadra speciale può apitare di dover affrontare una situazione in cui sono coinvolti degli ostaggi, come una rapina violenta in banca, dove il malintenzionato tiene sotto tiro i clienti.

 

Alla Columbine, tuttavia, era diverso. Dei minorenni venivano uccisi. Ciò nonostante, prevalse la regola dell'incolumità dell'agente. In breve, i comandanti delia polizia decisero che proteggere la vita degli agenti era più importante che tentare di fermare l'omicidio di uno studente dopo un altro studente dopo un altro studente dopo un altro studente dopo un altro studente dopo un altro studente dopo un altro studente dopo un altro studente opo un altro studente. Osservando l'inattività delia polizia quando gli assassini stavano tentando di irrompere nell'aula vicino ala mensa, e la successiva inattività quando gli assassini ritornarono nella biblioteca dove avevano gìa ucciso dieci studenti, è evidente che - indipendentemente dal numero di studenti che veniva ucciso - non sarebbe stata messa in gioco la ita di alcun agente.

Se l'insegnante in biblioteca avesse spinto gli studenti fuori all'edificio in una folle corsa, qualcuno sarebbe probabilmente tato colpito durante la fuga. Cio nonostante, molte vite sarebbero state salvate, poichè e molto più difficile colpire un bersaglio in movimento piuttosto che colpire a distanza ravvicinata qualcuno che sta supplicando di avere salva la vita. Al contrario, l'insegnante attese, come le venne' consigliato di fare dall'operatore di polizia al telefono: seguendo le procedure appropriate. E gli studenti obbedirono agli ordini della professoressa. Gli assassini, quindi, hanno avuto le mani libere per quaranta minuti - che avrebbero potuto essere molti di più se non si fossero suicidati - per colpire a morte una persona dopo l'altra. Nel frattempo, la polizia stava assicurando il perimetro.

Ci sono stati diversi scontri a fuoco nelle scuole negli ultimi anni, è nessuno e stato interrotto dalla polizia. Quali che siano gli altri benefici che la polizia garantisce alia socieà, fermare scontri a fuoco in corso in una scuola non appartiene a quella categoria. Molti uomini coraggiosi indossano l'uniforme della polizia: quanto ci vorrà perché uno di loro faccia appello al proprio rigore morale per insistere che le "procedure" siano ignorate se, Dio non voglia, si verificasse un altro scontro a fuoco in una scuola?

 

"A cosa sto pensando? A come vietare tutti i tipi di armi da fuoco", ha scritto Molly Ivins subito dopo il massacro alia Columbine. Tra tutte le proposte di controllo delle armi discusse dopo quel tragico episodio, questa è l'unica che forse avrebbe potuto impedire gli omicidi.

 

E' vero che gli assassini possono utilizzare molti strumenti diversi per realizzare il proprio fine. Nella più grande strage in una scuola della storia americana, perpetrata da un membro del comitato scolastico locale nel Michigan nel 1927, vennero impiegati degli esplosivi. Ma le armi utilizzate in tutti i recenti omicidi nelle scuole sono state le pistole. Gli assassini della Columbine avevano disseminato bombe al propano ovunque nella scuola. Nessuna di esse uccise alcuna persona, sebbene diverse siano state seriamente ferite dalle schegge. Uccidere persone con le bombe è difficile per un dilettante, anche se trova le istruzioni sulla rete. Le pistole, invece, sono facili da usare. Esse permettono anche a un vigliacco di progettare un'azione potenzialmente mortale. Questa particolare qualità, che rende le pistole così comode per la difesa personale, ha anche permesso a una coppia di punk di tramutarsi negli autori di un omicidio di massa alla Columbine.

 

Se ne deduce che, se tutte le armi da fuoco sparissero, crimini come il massacro alla Columbine sarebbero molto meno frequenti. E' vero, naturalmente, che i criminali sarebbero più liberi di compiere qualunque genere di scorreria, avendo una maggiore certezza che le loro vittime non potrebbero opporre resistenza. Questo è quanto accaduto in Gran Bretagna e Australia, e in tutte le altre nazioni che hanno messo fuorilegge il possesso di armi a scopo difensivo e hanno sequestrato molte (ma non tutte) le pistole. Ma in questa sede ci occupiamo di come la polizia potrebbe impedire un'altra Columbine nel futuro, non del problema delle armi in generale.

 

Una seconda obiezione è che la proibizione delle armi lederebbe grave mente le liberta civili, e in più sarebbe inefficace ­- esattamente come la proibizione dell'alcol negli anni '20 e la proibizione delia droga oggi non riescono a impedire al mercato nero di fornire quel tipo di beni proibiti dalla legge. Abbastanza vero. Ma questa obiezione si riferisce soltanto alla concreta realizzabilità della proposta, e non contraddice il fatto che una totale proibizione delle armi avrebbe probabilmente evitato la Columbine.

E sebbene la riduzione delle libertù civili possa spingere al dubbio quelle persone che apprezzano la Costituzione, essa non è una obiezione significativa per i gruppi contrari alle armi. Essi reclamano la proibizione in ogni caso per varie classi di armi ­- mitragliatrici automatiche, "armi d'assalto" semiautomatiche, pistole piccole e poco costose, o tutte le pistole, o fucili calibro . 50, o "fucili da cecchino".

Essi insistono anche sui fatto che i possessori di armi non sono sufficientemente competenti né hanno la necessaria stabilità emozionale per utilizzare le armi a scopo difensivo, e sono più spesso portati a uccidere o mutilare i familiari che i criminali: tali gruppi, dunque, non si fermano di fronte al timore che la proibizione delle armi darebbe un maggiore potere ai criminali. Al contrario, vista la loro fiducia nell'efficacia della proibizione di certi tipi di armi, la loro riluttanza a richiedere una proibizione totale delle armi e una mancanza di coraggio e di serietà.

Diversi mesi prima del massacro alla Columbine, gli assassini ottennero le loro armi da fuoco grazie a due "fornitori". Il priml era un diplomato ventiduenne della Columbine, di nome Mark Manes (per ironia della sorte, figlio di un vecchio attivista della Handgun Control, Inc.). Manes aveva comprato una pistola a un gun show e l'aveva data ai due assassini (entrambi minorenni. all'epoca). La legge del Colorado vieta di consegnare pistole ai ragazzi con meno di 18 anni (fatti salvi alcuni casi particolari) e Manes sta oggi scontando la pena in una prigione. Il secondo fomitore era una loro compagna di scuola di 18 anni, Robyn Anderson, che aveva comprato per gli assassini tre pistole a canna lunga in un gun show nell' area di Denver nel dicembre 1998.

La legge prevede che, quando una pistola viene venduta da un commerciante di armi, l'acquisto sia approvato dall'FBI attraverso il National Instant Check System. Sia Manes che le Anderson erano in regola e potevano comprare legalmente un'arma da un commerciante di armi, in un gun show o in qualunque altro luogo.

 

Nel Colorado (come nella maggior parte degli altri stati), quando le pistole vengono acquistate da un privato che -- come recita la legge federale -- non "fa commercio" di armi, il National Instant Check System (NICS) e i controlli associati non entrano in gioco. Se un collezionista di armi vende una pistola a un vicino o affitta un banchetto a un gun show e vende un paio di armi da fuoco in un fine settimana, non è richiesto alcun permesso da parte dell'FBI. Sia Manes che la Anderson comprarono le armi da un collezionista in un gun show, e quindi non furono soggetti ai controlli del NICS - e, se lo fossero stati, non avrebbero avuto problemi.

Le leggi appena descritte sono le stesse ovunque abbia luogo la cessione di un' rma da fuoco. Le vendite da parte di commercianti richiedono l'approvazione del NICS ovunque, e le vendite da parte di collezionisti privati non ne hanno bisogno in nessun luogo.

Ciò nonostante, subito dopo gli omicidi alla Columbine, vari gruppi contro le armi cominciarono a diramare comunicati stampa in merito alia "scappatoia dei gun show". Questa è una autentica menzogna, perché non c'è nessuna "scappatoia" connessa ai gun show. La legge in un gun show e la stessa che in qualunque altro luogo.

 

Mark Manes ha commesso un reato procurando una pistola ai giovani assassini. Non ha mai affermato che l'esistenza di una ulteriore legge, specifica per le vendite ai gun show, lo avrebbe spinto a non farlo.

 

Che dire di Robyn Anderson?

 

Il 4 giugno 1999, Good Morning America presenta un programma su "bambini e pistole". La Anderson fu chiamata a Washington per un intervento. Il primo spezzone di programma discuteva varie proposte, compresa quella di introdurre controlli sulle vendite private ai gun show. Subito dopo il segmento iniziale, Diane Sawyer presentò Robyn Anderson e le chiese: "Qualcosa di quello che ha sentito stamattina l'avrebbe distolta dall'accompagnarli e aiutarli a ottenere le pistole?". La Anderson rispose: "Suppongo che se fosse stato illegale, e se avessi saputo che lo era, non lo avrei fatto". Il 26 gennaio 2000, la Anderson cominciò ad affermare che se anche l'acquisto fosse stato legale, ma ci fosse stato un controllo sulla transazione, non avrebbe comprato le armi.

 

Qualunque sia la versione autentica, i fatti mostrano che la Anderson non si preoccupò di rendere nota la propria identità quando acquistò una pistola per i suoi perfidi amici. Quando Good Morning America chiese se alla fine i due avevano pagato per le pistole, o se invece l'aveva fatto lei, la Anderson rispose: "Sì, erano soldi loro. Tutto quello che ho fatto è stato mostrare la mia patente di guida". (I collezionisti privati avevano chiesto di vedere la patente per verificare che lei fosse maggiorenne, sebbene non fosse lara dovere). Poiché la Anderson non si è preoccupata di rivelare la propria identità a tre venditori diversi, è realistico credere che rivelare la propria identita per un controllo istantaneo l'avrebbe trattenuta? I controlli in vigore nel Colorado non prevedono il mantenimento di un registro dei compratori di armi, quindi anche con un controllo sulle vendite private ai gun show non ci sarebbe stata alcuna registrazione permanente dell'acquisto delia Anderson. E le recenti affermazioni delia Anderson (tra l'altro affermazioni "indotte", per così dire) mostrano che soltanto la prospettiva di un registro permanente l'avrebbe trattenuta dal compiere quelle azioni.

 

Mettendo da parte le mutevoli storie della Anderson, lei è chiaramente una persona egocentrica e irresponsabile. Dopo gli omicidi, si rifiutò di presentarsi alla polizia e aiutarla nelle indagini. E' stata una soffiata anonima alla polizia a farla scovare. E, a differenza di Mark Manes, la Anderson non si è mai scusata per il suo ruolo negli omicidi della Columbine.

 

Anche se si accetta, tra le versioni della vicenda fornite da Robyn Anderson, quella più favorevole al controllo delle armi, nessun severo provvedimento sui gun show avrebbe potuto prevenire la Columbine. Il meno giovane dei due assassini avrebbe presto potuto comprare legal mente le pistole in un negozio. Anzi, in un filmato realizzato prima degli omicidi, gli assassini dicevano che, se non avessero ottenuto le pistole nel modo in cui poi effettivamente fecero, le avrebbero trovate in un'altra maniera. Non vi e ragione di non credergli su questo punto.

 

L'unica legge che avrebbe potuto avere qualche effetto su Robyn Anderson e altre simili prestanome è stata presentata nella legislatura del Colorado da Don Lee, strenuo sostenitore del Secondo Emendamento, un parlamentare della stato il cui distretto include la Columbine. Il suo Robyn Anderson Bill definisce reato l'atto di consegnare una pistola a canna lunga a un minore senza il consenso dei suoi genitori. Questa legge fa da contraltare alia prima versione delia storia delia Anderson, nella quale essa dice a Good Morning America che l'unico deterrente sarebbe stato una legge che rendesse illegale il suo comportamento.

 

Qualunque siano gli altri eventuali meriti delle proposte di imporre speciali restrizioni ai gun show, esse non avrebbero potuto prevenire la Columbine, ed ècinico da parte dei loro sostenitori utilizzare quel massacro come pretesto per promuoverle.

 

Il vicepresidente esecutivo delia National Rifle Association, Wayne LaPierre, nel suo intervento al meeting annuale della NRA (svoltosi a Denver poco dopo il massacro alia Columbine), ha affermato che le scuole americane dovrebbero essere svuotate dalle armi, proprio come gli aeroporti.

 

Al contrario John Lott, professore di legge alia Yale University, ha sostenuto con forza che permettere agli insegnanti di essere arrnati sui lavoro aiuterebbe a prevenire, o almeno a limitare, gli omicidi di massa nelle scuole. Altri piccoli gruppi a favore delle armi hanno prodotto argomentazioni analoghe a qulle di Lott -­ rilevando, ad esempio, che proprio grazie alia decisione di armare insegnanti o altri adulti responsabili Israele aveva potuto bruscamente interrompere i rapimenti degli studenti da parte dei terroristi.

 

Sebbene la polizia non abbia mai bloccato alcun massacro nelle scuole, in due occasioni essi sono stati ferrnati da cittadini armati. Nel 1997 a Pearl, Mississippi, un satanista sedicenne uccise la sua ex ragazza e la sua arnica e ferì altri sette studenti delia scuola superiore che frequentava. Mentre si stava apprestando a uscire e uccidere dei bambini in un'altra scuola lì vicino, il vicepreside Joel Myrick prese la sua calibro .45 dalla macchina, la puntò alia testa del killer e lo trattenne fino all'arrivo delIa polizia, cinque minuti dopo.

 

A poca distanza di tempo, a Edinboro, Pennsylvania, una esplosione di follia in una scuola ebbe fine quando un commerciante locale, James Strand, utilizzò una pistola per convincere il giovane assassino ad arrendersi. Il ragazzo aveva ucciso un professore e aveva ferito un altro professore e due compagni di classe.

 

Le obiezione all'incentivare i professori a difendere se stessi e i propri studenti sono deboli. In primo luogo, c'è la preoccupazione che l'avere insegnanti armati trasmetterebbe il messaggio che possedere armi è una cosa giusta. Abbastanza vero, anche se il medesimo messaggio viene trasmesso dalla presenza di funzionari di polizia armati nelle scuole. In ogni caso, ci aspettiamo che le scuole siano in grado di spiegare la differenza tra un adulto che fa una cosa e un bambino che fa la stessa co sa.

 

Alcuni oppositori di tale proposta temono che permettere agli insegnanti di avere armi potrebbe causare incidenti. Ma non c'è stat a alcuna crescita degli incidenti nei 31 stati in cui agli adulti è permesso di portare armi difensive in luoghi pubblici. Inoltre, il timore di incidenti potrebbe tradursi in regole particolarmente ferree sull'accumulazione di armi, l'impiego delia sicura e il porto occultato. E certamente causerebbe un sacco di incidenti il fatto di continuare a pagare il pedaggio di morte connesso dall'attuale politica, che ci dà la garanzia che i killer nelle scuole non si trovino di fronte alcuna effettiva resistenza.


Un insegnante del distretto scolastico delia conte a di Jefferson (che include la Columbine) ha proposto in un dettagliato progetto di armare il 10% del personate scolastico, in modo però che solo il preside sappia quali insegnanti e dipendenti di altro genere posseggono armi. La maggior parte degli insegnanti preferirebbe non essere armata, ma -- non appena alcuni di loro lo fossero -- gli studenti sarebbero protetti da persone con la massima motivazione possibile. Nessuno ha una motivazione più alta nel difendere la vita di una vittima che la vittima stessa. A differenza dei funzionari di polizia, che sono al sicuro all'esterno dell'edificio scolastico nel quale si compiono gli omicidi, gli insegnanti all'interno delia scuola sono in pericolo e ben determinati a fermare un killer. Inoltre, la maggior parte degli insegnanti prova un grande affetto nei confronti degli studenti affidati aile proprie cure.

 

Curt Lavarello, direttore esecutivo dell' Associazione nazionale dei funzionari per le risorse scolastiche (i cui membri non hanno mai fermato una sola sparatoria nelle scuole), contesta che l'addestramento aile armi degli insegnanti costerebbe milioni di dollari.

 

Bene, insegnare agli insegnanti come impedire che professori e studenti siano uccisi sembra essere un impiego piuttosto buono dei milioni di dollari. Inoltre, ci sono negli Stati Uniti decine di migliaia di istruttori di armi da fuoco che sarebbero felici di addestrare gli insegnanti gratuitamente. Sei giorni di addestramento (un paio di fine settimana lunghi) fornirebbero agli insegnanti un addestramento superiore a quello richiesto a un funzionario di polizia in molte giurisdizioni. Si potrebbe pens are che una delle principali associazioni di possessori di armi si debba esprimere a favore di tale proposta, ma loro hanno deciso di non essere all'altezza delia propria reputazione.

Se la Columbine fosse stata davvero un problema, questa anno sarebbe stato impiegato in un appassionato e costruttivo dibattito sulla proibizione totale delle armi piuttosto che sulle pistole come unica garanzia delia vita degli studenti. Al contrario, abbiamo assistito a un ridicolo dibattito a proposito di controlli "istantanei" di 72 ore sulle vendite private nei gun show contrapposti ai controlli di 24 ore. Quest'anno avrebbe potuto essere investito nello studio di nuove procedure di polizia in situazioni simili alla Columbine, o di seri provvedimenti di autodifesa come, ad esempio, quello di armare i docenti. Invece, abbiamo visto la polizia posare per fotografie eroiche con Ie pistole degli assassini per il Time, come se esse fossero state requisite al termine di uno scontro, e non prelevate dopo il suicidio dei killer.

Quello che la Columbine ci rivela su noi stessi è che l'America, per dirla col saggio del 1993 di Jeffrey Snider su Public Interest, si merita ampiamente la definizione di "una nazione di codardi". Notate bene: la polizia, pesantemente armata con mitragliatrici, ha pensato a proteggere se stessa, invece di liberare i ragazzi che venivano uccisi uno alia volta a po chi metri di distanza. Fatta eccezione per due conduttori di talk show, i mezzi di comunicazione nazionali e del Colorado hanno virtualmente ignorato questa deplorevole inazione.

 

I gruppi ostili aile armi hanno trascurato l'unica proposta delloro arsenale che avrebbe potuto prevenire la Columbine.

 

I maggiori gruppi favorevoli aile armi hanno trascurato l'unica proposta del loro arsenale che avrebbe potuto prevenire la Columbine.

 

E la cosa peggiore è questa: i leader di tali gruppi non hanno taciuto per vigliaccheria, ma perchéentrambi stavano leccando i piedi a quei membri del Congresso che a loro volta non avevano il coraggio di prendere la Columbine seriamente. E questi membri del Congresso sono stati scelti nel corso di libere elezioni dal popolo americano, la cui mancanza di serietàben rappresentano. I gruppi favorevoli e contrari aile armi non sono riusciti a proporre seri provvedimenti perchéi loro sondaggi dicevano che l'ampia maggioranza del pubblico americano non avrebbe apprezzato tali proposte.

 

E cosi, se ci sono in America altre due persone col cuore così corrotto e l'animo così malvagio come i due assassini della Columbine, i vostri e i miei bambini corrono gli stessi rischi che correvano il giomo prima del massacro di Littleton.

 

 

 


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